Ora che la fashion week milanese volge al termine possiamo dare uno sguardo alle proposte degli stilisti che si sono alternati sulle passerelle della capitale della moda italiana. Incominciamo dai designer più interessanti della prima giornata.

Tra i protagonisti della giornata spicca sicuramente Gucci. Un glamour sixties rivisitato in chiave minimalista. Materiali pregiati, linee pulite e una palette delicata sono i fattori di successo della meravigliosa collezione proposta da Frida Giannini per il prossimo autunno/inverno. Che dire poi degli accessori: protagonisti di alcuni outfit, in altri quel twist che rende irresistibile anche il tipico completo da ufficio.

gucci

 

Segue Fay, il brand guidato da i giovani designer italiani Tommaso Aquilano e Roberto Rimondi. Da Fay la classica immagine del piumino a bande orizzontali à la “omino Michelin” viene stravolta. Il piumino si divide in due parti, trasformandosi in un tailleur giacca-gonna a bande oblique. Anche la varsity jacket, pezzo cult delle ultime stagioni, si allunga e s’impreziosisce di morbida pelliccia bianca.

fay

 

Atmosfere da foresta incantata si rivivono da Alberta Ferretti. La stilista emiliana vuole raccontare attraverso la sua collezione per il prossimo autunno “la metamorfosi della natura e della donna”. Le piume sono la componente chiave dei suoi ultimi capolavori, realizzati in parte a Firenze, da artigiani maestri di queste complesse lavorazioni che le coinvolgono. Una palette tutta autunnale, ma dalle tonalità vibranti. Paillettes come la luce del sole fra gli alberi. Piume come gli incantevoli esemplari che abitano le foreste. Una donna Ferretti un po’ meno eterea, un po’ più reale.

Alberta Ferretti

 

Un mix&match di matrone borghesi milanesi, le cosiddette “sciure”, e maschiacci eccentrici. Questa la donna di N. 21, un mix che si riconferma vincente anche per la prossima stagione. Un utilizzo magistrale di motivi floreali, ricami opulenti e materiali pregiati. Il tutto sotto la lente eccentrica e irriverente dello stilista partenopeo. Capi rubati al guardaroba maschile abbinati a top in paillettes e gonne di piume. Alessandro Dell’Acqua non smette di sorprenderci.

N.21

 

Si prosegue il pomeriggio con un concerto rock a New York. La rock star in questione è Fausto Puglisi. I pilastri della sua ultima fatica sono le opere degli artisti Kazimir Malevich e Sonia Delaunay, il balletto Russo e la Statua della Libertà. Colori vibranti, accostati con maestria dal giovane stilista siciliano, intarsi e ricami opulenti sfilano in passerella sulle note di canzoni degli ACDC e dei Led Zeppelin, catalizzando l’attenzione di tutti i presenti coinvolti in quello che sembra un concerto rock, più che una sfilata. Gonne tutù si alternano a morbide gonne plissettate; il tipico skinny in pelle nera da rock star si tinge di colori pastello. Immancabile chiodo di pelle impreziosito da intarsi e ricami geometrici, in puro stile Puglisi. Dal backstage lo stilista definisce la collezione “il mio American Dream”, indicando sé stesso come il Frank Sinatra della moda, ricordando le origini siciliane del leggendario cantante e attore degli anni ’30.

Fausto Puglisi

 

La giornata si conclude con lo show di Francesco Scognamiglio. Inquietante è il primo aggettivo che mi viene in mente pensando a questa sfilata. Il designer fa indossare alle modelle un corsetto in sottile neoprene, che va dal mento ai fianchi, realizzato assieme ad un ingegnere, allo scopo di rendere le indossatrici dei veri e propri manichini viventi. Tutto ciò distoglie l’attenzione dai capi che avrebbero dovuto essere il focus del momento. La particolare predilezione dello stilista per la lingerie traspare dai pizzi e dalle trasparenze dei capi. La pelliccia ormai must della stragrande maggioranze delle collezioni proposte, da Scognamiglio non la fa da padrona: appena accennata sul colletto o sulle maniche dei cappotti, se si escludono i tre lunghi cappotti.

Francesco Scognamiglio

 

Photos by Style.com

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