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Milano, una città che negli ultimi dieci anni è diventata sempre più internazionale, specialmente nel modo di vivere la metropoli. E questo soprattutto grazie alla passione e alle idee dei giovani, che si fanno promotori di iniziative dal sapore d’Europa. Tra questi Samantha e Alessandro, genitori del PopCorn market, un progetto nato due anni fa che ha già raggiunto grandi risultati grazie all’autenticità della idea e alla passione dei suoi fondatori.

In questa intervista ci raccontano che cos’è il PopCorn e come stanno riuscendo a trasformare il loro sogno in realtà.

 

Se doveste descrivere il PopCorn in poche parole? Un progetto di riqualificazione di quartieri popolari e o zone in disuso (Milano ne è piena!), spesso abbandonate che noi riportiamo a nuova luce, con l’allestimento di un market dal sapore europeo con annesse tante attività per grandi e piccini (come lettura di poesia, giochi vintage, improvvisazioni teatrali, jam session).

Com‘è nata l’idea? L’idea nasce dalla nostra passione per i mercatini, ne volevamo uno fatto su misura e a nostra immagine e somiglianza, dove tutti avrebbero potuto partecipare senza problemi e sarebbero voluti ritornare. Con gli anni abbiamo creato una rete di contatti non indifferente, grazie ad articoli ed interviste fatte per il nostro blog online www.popcornblogazine.com; abbiamo pensato quindi di creare una sinergia tra online e offline, portando le nostre scoperte su strada, nella vita reale, trasformando una conoscenza virtuale in valore umano.

 

Cosa si può trovare al PopCorn? Designer emergenti che vogliono farsi conoscere, piccoli artigiani dalle mani d’oro, cianfrusaglie di ogni tipo, ma soprattutto tanta bella gente che condivide passioni, arte e bellezza.

 

Riqualificare un quartiere attraverso un mercatino, giochi, musica e festa, è possibile? Sì, noi ne siamo un piccolo esempio. In ogni data lavoriamo sodo e cerchiamo di fare solo passi in avanti. Amiamo quello che facciamo più di ogni altra cosa, ogni evento e ogni collaborazione nasce da una vera e propria intuizione creativa a cui segue un’attenta ricerca. Quando ripensiamo a quanta gente siamo riusciti a far arrivare in luoghi di cui nemmeno conoscevano l’esistenza, vuol dire che il progetto funziona. Amiamo Milano e di spazi belli dove poter allestire un mercatino ce ne sono infiniti, abbiamo pensato di portare un po’ di bellezza in quelli più “brutti” e sconosciuti, dando vita a giornate piacevoli e mai banali.

Quanto è importante il coinvolgimento e la partecipazione della gente del quartiere nell’iniziativa? Fondamentale. Grazie al passaparola e alle persone che escono di casa e vengono a curiosare con i loro occhi; a conoscerci di persona; a ringraziarci per la bella giornata; capisci che è bello riuscire con uno dei mestieri più antichi del mondo a soddisfare tutti.

 

Quali sono i progetti per il futuro? Ci piacerebbe ampliare il progetto e trovare dei partner seri che ci aiutassero a finanziare concretamente qualcosa di grosso e duraturo; ma è solo un’idea, per adesso ci concentriamo sulle date in programma e poi si vedrà.

 

Quando sarà la prossima data? Il 27 maggio, tutto il giorno, al Giardino delle Culture. Vi aspettiamo e speriamo che anche tutti voi entriate a far parte della famiglia PopCorn.

 

E noi non possiamo far altro che augurare a questi ragazzi un grande in bocca al lupo e sostenere tutte queste iniziative che rendono le nostre città italiane dei luoghi più accoglienti ed umani.

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La versatilità nel mondo della moda è tutto, se una modella è capace grazie ai suoi tratti ed al trucco e parrucco di passare dal genere maschile a quello femminile in un batter di ciglia, il gioco è fatto ed avrà un successo garantito. In un mondo come quello odierno dove si gioca sempre più con gli abiti e con lo scambio dei sessi, dove le donne vestono da uomini e viceversa, non si è mai parlato della questione Intersex.

A farlo, è stata la coraggiosa supermodella belga Hanne Gaby Odiele, veterana delle passerelle di Chanel, Prada, Alexander Wang e Givenchy, la quale in una recente intervista ha rivelato al mondo tutta la verità e niente altro che la verità, ovvero di essere nata Intersex.

Intersex sta a significare una particolare condizione medica dove non si è geneticamente né maschio e né femmina e la stessa Hanne Gaby, attraverso un video postato su Instagram ha diffuso con il resto del mondo la sua storia per chiarire questa delicata questione.

A 10 anni la Odiele ha subito un intervento chirurgico per far rimuovere i testicoli interni, solo otto anni dopo si è ritrovata di nuovo in sala operatoria per un intervento di ricostruzione della vagina, il peggio è che la modella nel corso degli anni non aveva mai compreso realmente la sua situazione e all’età di 17 anni ha iniziato ad indagare sul genere Intersex.

Hanne Gaby ha così compreso di non essere uno scherzo della natura e che stando alle dichiarazioni delle Nazioni Unite ben l’1,7% della popolazione nasce intersex ed inoltre che, gli interventi ai quali queste persone vengono spesso e forzatamente costretti sono considerati vere e proprie violazioni ed atti di tortura.

Per la modella oggi sposata con il fidanzato di lunga data il dj John Sviatek, è arrivato il momento di far luce su tutto e di farsi portavoce delle persone intersex che non sono a conoscenza della loro situazione e che spesso vivono nel terrore di denunciare la cosa.

Hanne Gaby ha affermato, che per lei è importante aiutare tutte le persone che hanno difficoltà a gestire ciò che ancora non conoscono e soprattutto aiutare chi non ha voce a vivere autenticamente e con coraggio così come ha fatto lei.

Odiele su Instagram ha scritto, rivolta a tutti gli intersex nel mondo, che è tutto ok e che essere in questa determinata condizione non definisce chi sei realmente, ma solo una piccola parte di te, e che la sessualità non è altro che uno spettro, creando anche l’hashtag #stopintersexgendermutilation.

In un mondo dove le modelle utilizzano i social per farsi pubblicità e mostrarci uno spaccato della loro vita fatta di sacrifici, palestra, sfilate e griffe su griffe, utilizzare Instagram per diffondere un messaggio di forza e speranza è sicuramente una scelta che va contro tendenza, ma del resto questa è, se vi piace Hanne Gaby Odiele.

 

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Polemiche e gossip sono la base fondamentale della moda, se nessuno parla di una modella e se una copertina non fa scalpore e fa aumentare le vendite…tutto il resto è noia, ma non per la bombastica modella americana Emily Ratajkowski che su critiche e pettegolezzi ha costruito la sua carriera.

Il suo curriculum da modella non ha niente da invidiare alle altre spilungone, grazie a copertine super sexy e senza veli per GQ, Sports Illustrated, Fhm e Cosmopolitan e sfilate per Miu Miu, campagne pubblicitarie per Marc Jacobs e Twin Set, ma il suo nome è sinonimo di un video e di una canzone che hanno avuto un enorme successo nel 2013.

Se non avete ancora capito e vivete sulla luna o al contrario avete guardato il video su Youtube fino a diventare ciechi, sto parlando di Blurried Lines di Robin Thicke feat. Pharrell Williams, videoclip che la vede in lingerie topless, coperta solo da guantoni sportivi (per intenderci quelli a forma di mano con l’indice alzato) nella versione censurata, e completamente ignuda e come mamma l’ha fatta nella versione non censurata.

La bella modella nel 2013 è stata la più cliccata dell’anno e dopo il video a tinte hot le offerte di lavoro con copertine, editoriali, partecipazioni ad eventi mondani e fashion e comparsate in alcuni film, tra i tanti vi è Gone girl di Ben Affleck, non sono certo mancate.

Infatti con una carriera sempre più in ascesa quest’ultima, ha recentemente ottenuto la sua terza copertina per Vogue, di preciso per l’edizione spagnola di Febbraio della sacra bibbia della moda, e tra i fan c’è chi ha storto il naso e chi invece ha apprezzato le doti camaleontiche della Ratajkowski.

Nel bel mezzo del deserto fotografata da Miguel Reveriego, fasciata in un candido abito semi strutturato di Christian Dior, la Ratajkowski appare di classe e sofisticata e per niente sexy, non a caso la stessa Emily ha provato nel corso del tempo a ripulire la sua immagine puntando gli occhi sull’alta moda.

Ma ahimè le gufate non sono mancate, c’è chi ha definito la copertina: non male o meravigliosa e molto femminile e chi è rimasto stupito del fatto che il prodotto finale non sia risultato di cattivo gusto, ma vi sono state anche critiche.

Alcuni insoddisfatti hanno giudicato la copertina pessima, ironizzando sulla scelta sbagliata della modella e lodandone il concept e lo styling, altri hanno affermato di non aver più pazienza e di essere stanchi della Ratajkowski e di non considerarla affatto una modella, al massimo un’attricetta.

Degustibus non disputandum est, i gusti son gusti, ma l’obiettivo è stato ampiamente raggiunto, ancora una volta Emily Ratajkowki ha tutti gli occhi puntati addosso e sta facendo parlare di sé, (immagino lo staff di Vogue Spagna a festeggiare con champagne e caviale per l’impennata di vendite.)

E voi cosa ne pensate? Meglio sexy e au naturel o in versione alta moda?

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