BRAND

Bragger – La storia di due giovani talenti alle prese con lo streetwear

Google+ Pinterest LinkedIn Tumblr

Essere costantemente diversi e innovativi è un compito difficile per chiunque sia coinvolto nella moda, e ancora di più nel settore dello streetwear. Con l’obiettivo di esprimere la propria creatività e mostrare ciò che possono offrire in termini di comunicazione, sembra che Bragger abbia da sempre avuto un piano ben pensato, diramandosi tra street style, skate culture e arte moderna. Ci siamo seduti con i due fondatori, Marco Minelli e Federico Quarantini, per scoprire qualcosa di più su di loro.


Quando nasce il vostro brand?
Bragger è un progetto che nasce nell’Agosto 2017 dall’unione creativa di due ragazzi appena diciottenni: Marco e Federico. La community di Bragger ha oggi base a Milano, Lake Forest e Miami.

Lake Forest, California


Qual è il concetto che anima il vostro marchio? 
Da sempre nutriamo la passione per i fenomeni culturali : ci piace osservare. Attraverso capi che incarnano la nostra interpretazione della società vogliamo cercare di stimolare una conversazione intelligente sulla vita che ci circonda. Gli abiti rappresentano soltanto la tela che permette di diffondere un messaggio ma grazie alla loro natura commerciale ci permettono di comunicare la nostra visione ad un pubblico molto più ampio. Ricontestualizzando contesti noti, offriamo un modo di percepire la fantasia del mondo in cui viviamo senza filtri: il marchio rappresenta concetti astratti attraverso forme concrete, tangibili; Ogni oggetto vuole rappresentare intimamente la nostra cultura, creando al contempo un ritratto di tutti noi. Ogni nostra creazione parte dall’iconica figura “Polo Bear” di Ralph Lauren: la nostra idea è quella di rendere un icona storica di stile un modello per la creatività, lo slancio e l’innovazione giovanile, permettendo l’incontro tra la tradizione e la modernità.

Quello che vedete qui sopra è il famoso orsacchiotto Steiff che si pone in modo irriverente verso la realtà circostante, noncurante del pensiero sociale e pronto ad affrontare qualunque nuova situazione gli si ponga di fronte senza limiti e restrizioni. Rappresenta l’esaltazione delle realtà presente , il gusto profondo del piacere, il godimento della vita nella sua completezza.

Raccontateci meglio l’evoluzione del marchio e la strategia di comunicazione
Tutto è partito con una t-shirt, o meglio 40 t-shirts. Abbiamo aperto una pagina Instagram e le abbiamo regalate a persone con un’alta credibilità all’interno della nostra zona, a cui chiedevamo di postare qualche foto con la nostra maglietta; ovviamente tutti avrebbero dovuto pubblicare nella stessa data. In pochi giorni un centinaio di persone ci chiesero dove poter acquistare la maglietta: creammo così una landing page nella quale le persone potevano preordinare la merce, specificammo però al contempo che il preorder non avrebbe assicurato l’acquisto. A quel punto scegliemmo la cerchia di clienti che al meglio potesse rappresentare il nostro marchio, permettendo soltanto a loro di possedere i nostri capi: attraverso questo processo di acquisto li abbiamo permesso di sentirsi fieri di indossarci, regalandoci al contempo un enorme ritorno in termini di visibilità ed immagine.

Austin City Limits Music Festival, texas


E come avete fatto ad arrivare fino all’America?
Procedemmo con questa strategia per qualche mese, la quale si rivelò funzionante. Nel frattempo osservavamo con sempre più interesse l’evoluzione della cultura pop-trap negli USA, che si stava diffondendo rapidamente. Decidemmo così di fare il grande salto: sbarcare oltreoceano. Preparammo dei contenuti e dei testi che rappresentassero al meglio la nostra storia, abbiamo diffuso ad esempio dei video in cui il nostro Polo Bear affronta quotidianamente diverse avventure; questo perché gli americani sono generalmente legati alle storie, per loro è fondamentale immedesimarsi in un racconto che li possa rappresentare. Il processo di comunicazione era poi lo stesso, contornato ovviamente da una comunicazione che si serviva di contenuti migliori, mentre la distribuzione era gestita attraverso Amazon FBA grazie ad un nostro corrispondente sul territorio.
Tutto è iniziato con una semplice t-shirt. Da allora, il marchio si è diffuso sin negli Stati Uniti. Qual è stata la parte migliore del viaggio finora?
All’inizio ci sembrava irreale vedere le persone che indossavano prodotti che avevo progettato. Era fantastico! Volevo quasi fermarli e dire loro che avevo realizzato quello che indossavano, avevamo persino amici che tornando dalle vacanze mi raccontavano di aver visto le nostre creazioni in giro per il mondo, e tutto questo grazie al web, che oggi offre possibilità che un tempo sarebbe stato molto più complicatissimo avere; Questa è stata una delle parti migliori del viaggio fino ad oggi. È stato inoltre molto stimolante vedere come la nostra narrazione sia universale e sia in grado connettere tra loro diverse personalità e culture.

Kaia Berger, Palm Beach

Riguardo alla vostra esperienza, qual è la cosa più difficile che avete dovuto affrontare?
In primo luogo l’inserirsi in un settore estremamente saturo come quello della moda, ma soprattutto per noi la parte più difficile è stata partire dal nulla senza alcuna conoscenza del settore.
Cosa consigliereste ad un ragazzo che vuole intraprendere questo Percorso?
Di sicuro di iniziare solo se ha una forte passione, un concept che sia in grado di differenziarsi ed una forte voglia di comunicare qualcosa, che sia un’idea, un sentimento o un’emozione, oltre ovviamente a una notevole abilità in termini di comunicazione e distribuzione.
Che cosa ci possiamo aspettare da Bragger per il 2019?
D’ora in poi ci concentremo solamente su capsule collection con artisti e brand che siano in grado di rappresentare al meglio ciò che vogliamo comunicare, non ci piace l’idea di dover uscire con qualcosa di nuovo ogni 6 mesi solamente perché è lo standard: quando abbiamo qualcosa di forte che vogliamo veicolare usciamo con qualcosa di nuovo, a prescindere da quello che fanno gli altri.
Avete altri progetti personali in mente?
“Laddove ai miei disegni si richiederebbero molte vite, non ne avrò quasi neppure una”. Sono le parole che Giacomo Leopardi scrive nel suo diario convinto che nella sua vita ce ne potrebbero essere molte, ed è la frase che potrebbe descrivere in questo momento la nostra vita, ricca di idee, di sfide e di progetti. A questo proposito abbiamo un’idea che si potrebbe concretizzare nei prossimi mesi, di cui speriamo se ne potrà sentirà parlare a breve.

Instagram: https://www.instagram.com/braggeritalia/

Write A Comment