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PIETRO FERRANTE: gioielli must-have dallo stile rock e punk
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PIETRO FERRANTE: gioielli must-have dallo stile rock e punk

Lo stile inconfondibile dei gioielli, l’altissima qualità e la particolare cura al dettaglio hanno fatto sì che Pietro Ferrante passasse da piccola realtà indipendente, ad un vero e proprio Brand autografo con la vendita di gioielli must-have dallo stile rock e punk.

Con alle spalle un’esperienza trentennale, Pietro Ferrante è oggi una realtà di grande esperienza e completamente autosufficiente, in cui possiamo trovare l’universo degli accessori, facili da indossare ogni giorno e per le più svariate occasioni, con il design italiano e l’eccellenza dell’handmade in Italy. Grazie a Pietro Ferrante, tra i vari prodotti possiamo trovare, non solo semplici gioielli, ma creazioni uniche, con un simbolo di appartenenza. 

I gioielli Pietro Ferrante possono essere considerati l’alternativa a ciò che di più commerciale vi è nel mondo della gioielleria italiana.

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Pietro Ferrante è uno dei personaggi che ha contribuito, e contribuisce tutt’ora, a portare in alto  il nome dell’Abruzzo in giro per il mondo con la sua arte.

Pietro Ferrante, originario di Castel Frentano, ha una personalità esuberante, bizarro e solare. Lui appartiene a quel gruppo di persone che allungano la mano e prendono dal mondo esattamente quello che vogliono.

Pietro Ferrante è sempre stato appassionato “di cose belle” e della moda. Attratto dalle pietre preziose ha iniziato il suo percorso come rappresentante, seguendo nel frattempo dei corsi specifici in gemmologia, anche se ammette che “le cose le devi saper sentire anche senza attrezzi”. Entra prepotentemente nella Borsa di diamanti di Anversa, in Belgio, per poi rifornirsi anche a Tel Aviv, Russia e India e dà sfogo alla sua creatività producendo gioielli in oro. “Fare il rappresentante mi ha permesso di avere un’infarinatura commerciale, di conoscere il mercato, i prezzi e le tendenze”, dice, “ma volevo qualcosa di mio, così ho deciso di aprire un’azienda”. Ha iniziato a collaborare con i grandi marchi della moda internazionale come John Richmond, Dsquared, Karl Lagerfeld, John Galliano e Cavalli che commissionano lavori in metallo come fibbie, accessori per borse e accessori per scarpe. Pietro ha seguito il suo fiuto per il business, distogliendosi così dalle pietre preziose che tanto lo avevano affascinato perché “non si vive né di sogni, né di romanticismo”.

Nella fine degli anni Novanta lancia sul mercato la sua linea, chiamata My Philosophy. “L’input è arrivato dagli sms. Tutti comunicavano attraverso la scrittura e allora mi sono chiesto: perché non posso comunicare anche io con un gioiello?”. Per My Philosophy, Pietro ha creato basi di silicone colorate e intercambiabili dal cliente, con una chiusura brevettata, in cui si potevano inserire delle fibbie d’argento o d’oro con diamanti per combinare simboli, per scrivere il proprio nome o parole. Lo scopo era quello di permettere ad ognuno di costruirsi un gioiello personalizzato e il successo è stato mondiale.

Abbiamo chiesto a Pietro Ferrante alcuni suggerimenti per arrivare dall’Italia ad un mercato globale e ci ha risposto:

Con tanta voglia di fare, con coraggio e soprattutto con cultura. Poi bisogna credere nel prodotto e fare innovazione. Le fiere sono importantissime, se non ti fai conoscere nessuno viene a bussare alla tua porta per caso. Ho investito anche nella stampa e nei servizi redazionali. I distributori sono anch’essi fondamentali. La correttezza, la professionalità, la serietà, la puntualità delle consegne, la precisione nel dare il prodotto all’estero. Ci sono, poi, dei limiti culturali per cui un prodotto in alcuni paesi non può andare. In Cina, ad esempio, tolte le città di Shanghai e Pechino, gli uomini non indosserebbero mai un bracciale o un anello.

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Io ho la convinzione che il gioiello non debba stare in cassaforte, ma debba essere indossato. Non ha importanza il valore intrinseco dell’oggetto, ma il valore che il soggetto gli attribuisce. Io miro a rincorrere l’epoca e in questo momento sono molto attratto dai tatuaggi. Perché tatuarsi in maniera indelebile se la stessa immagine si può indossare con un gioiello? E allora la linea si ispira a teschi, velieri, ancore, rondini secondo lo stile dell’old school con  prezzi abbordabilissimi, come quelli di una t-shirt. Questa collezione è iniziata due anni fa e sono riuscito a coprire il mondo, sperando che continui così. Il prodotto è molto versatile perché un ciondolo può diventare un orecchino, un portachiavi, secondo il gusto del cliente.

C’è molta della mia personalità e del mio essere in quello che faccio. Io non riesco a fare cose che non amo. Io sono rock, ma a volte devo entrare nei panni di qualcun altro per soddisfare le esigenze di chi mi commissiona un lavoro. Seguo il mio gusto e faccio molta ricerca.

Pietro Ferrante non si definisce rock, ma è il mondo in cui vive ad essere rock, quello in cui mi affaccio e al quale mi propongo. La mia anima probabilmente lo è. Se dovessi creare una farfalla o un cuore, simboli propriamente romantici, anch’essi diventerebbero rock. È il mio stile e il modo in cui vedo la vita.

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Tra i vari gioielli noi di JFM abbiamo scelto di presentarvi due fantastici anelli.

Il primo che vi mostriamo è l’anello del terzo occhio, un anello amuleto disegnato da Pietro Ferrante e realizzato interamente a mano in finitura argento nei suoi laboratori in Italia. Abbiamo scelto di presentarvi questo anello perché è ricco di dettagli e di significati, diventando un simbolo di appartenenza. Il terzo occhio, è un organo capace di percepire realtà invisibili situate oltre la visione ordinaria, in tutte le tradizioni spirituali, la “visione” del terzo occhio ha un ruolo fondamentale nella connessione dello Spirito con l’uomo, permettendo di entrare nel mondo del “non materiale”, dell’apparentemente invisibile attraverso la percezione extra-sensoriale, per portarci conoscenza, profonda consapevolezza e di “guidare” la nostra esistenza. In questo anello è accompagnato da due teschio, simbolo di eternità, testimoni del nostro passaggio alla vita ultraterrena.

Il secondo anello che abbiamo scelto è la fedina con nodo piano ed è uno tra gli anelli dedicati ai nodi marini. Il simbolo del nodo rende bene l’idea di come un simbolo, pur racchiudendo in sé un concetto molto complesso, possieda la potenza e la forza di unione ma si possono associare tantissimi significati.

Se amate questo stile che passa per il rock e punk ma è anche tanto fashion allora vi consigliamo di dare uno sguardo ai centinaia di prodotti che hanno in catalogo sul loro sito, vi lasciamo qui il link: www.pietroferrante.com/it

Instagram: www.instagram.com/maestropietroferrante

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