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Un mondo di maschere: DUMASK

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Sono un grande appassionato dell’arte; sin da piccolo, grazie ai miei genitori (e alla città in cui sono nato) sono sempre stato a contatto con libri, illustrazioni, quadri e persone relative a questo mondo. Questo mi ha portato a disegnare sempre di più, qualsiasi cosa con ogni mezzo possibile, dai fumetti all’arredo interno, astratto o geometrico, fino ad arrivare alla moda e all’abbigliamento.

Da qui nasce DUMASK, marchio di abbigliamento registrato nell’anno 2018. Dumask non è solo un marchio, un brand o uno stile di abbigliamento, è l’altra parte della medaglia, quella parte che non mostriamo a nessuno, ma che celiamo, dentro di noi, sotto una maschera. A volte questa maschera è solo un nostro pensiero imbarazzante, temporaneo che non vogliamo far sapere agli altri, altre volte questo frammento si rafforza, prende colore, diventa nero e si trasforma nel covo dei nostri demoni.                                                                                                                                          
Dumask esiste per controllare e inglobare questi demoni, questi impulsi, queste forze ispiratrici che tendiamo a nascondere, ma che sono parte essenziale di noi. Alla base di questo pensiero c’è un concetto pirandelliano di idea della realtà. “Pirandello” attraverso la metafora della maschera spiega come l’uomo si nasconda dietro una di essa, un velo di maya che non consente di conoscere la propria personalità. Nella realtà quotidiana gli individui non si mostrano mai per quello che sono, ma assumono una immagine che li rende personaggi e non li rivela come persone. La maschera non è altro che un simbolo alienante e una forma di adattamento in relazione al contesto e alla situazione sociale in cui si produce un determinato evento.

Questo è Dumask, questo è la mia visione artistica della vita, ciò che vedo, ciò che sento, quello che provo, in sintesi la mia “Raison d’être”. 

-Quale tipo di pubblico vorreste indurre maggiormente all’acquisto del vostro brand?

Vorrei spingere principalmente sulle nuove generazioni. Trovo che siano in un momento molto critico sia a livello sociale che sul livello artistico; sono troppo omologate, si fanno troppo condizionare dai cosiddetti MITI QUOTIDIANI che di speciale hanno ben poco. Sono pochi quelli che si fanno una propria idea senza lasciarsi condizionare arbitrariamente. Questo anche dovuto ai media che gli ‘ingozzano’ ogni ora, ogni giorno delle stesse cose. Alla fine se un prodotto lo vedi ovunque per mille volte incominci a fartelo piacere. Vorrei essere per loro la novità, quel diamante grezzo da trovare, che non ha ancora nessuno, fargli capire che è l’unicità, la diversità che ci rende persone, umani.  

-Avete uno stile di riferimento che imitate oppure vi appartiene al 100%? Parlateci delle vostre idee di stile.

Imitare non esiste, meglio prendere spunto. Il mio riferimento per eccellenza, che poi mi ha portato a concepire Dumask molto dopo, sono stati i jeans EVISU. In una parola assurdi. Stile unico, resistenti a qualsiasi usura, manodopera giapponese di altissimo livello…Cosa puoi volere di più? Li vedevi di rado ma quando li intravedevi tra la folla, non riuscivi a staccargli gli occhi di dosso, erano magnetici. In quel momento, per la prima volta, ho pensato “voglio farlo anch’io”(era il 2005).  

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-Siete in linea con lo stile streetwear oppure preferite produrre più sul classico/commerciale?

Si diciamo che il genere che più mi rappresenta è lo streetwear, ma non per questo mi lascio limitare nelle idee. Ora come ora è anche lo stile che mi permette di produrre più capi con il minor costo. Più avanti, quando avrò più fondi, più esperienza, una base più solida potrò portare anche qualcosa di classico, perché no. 

-Quanti e chi sono i vostri designer? Potreste lasciare una piccola bio anche per loro.

Direi NIGO e VIRGIL ABLOH; il primo per la sua stravaganza, il secondo per la sua bontà(il Ghandi della moda) 

  • NIGO – Produttore musicale giapponese, DJ e creatore di BAPE, una linea di abbigliamento urbana; Tomoaki Nagao aka Nigo è nato il 23 dicembre 1970. Inizialmente Nigo cercò di farsi una reputazione nei mercati della moda in Giappone con il suo T-store chiamato “Nowhere” lanciato il 1 aprile 1993 nel distretto di Harajuku a Tokyo. Nigo è entrato nel mondo della moda americana quando ha iniziato a vendere le sue felpe con stampa mimetica e le t-shirt BAPE in un piccolo negozio. Per spargere la voce sulla sua nuova linea di abbigliamento, ha iniziato a produrre da trenta a cinquanta pezzi di merce alla volta, da cui ha venduto la metà e ha dato l’altra metà ai suoi amici esperti di moda come Kanye West, Pharell Williams e altri rapper. 
  • VIRGIL ABLOH – Classe 1980, giovane ragazzo di origini ghanesi, cresciuto a Chicago tra il caos della città e gli skate park abbandonati della periferia, è riuscito nel suo essere costantemente un adolescente a diventare uno dei designer più apprezzati dei nostri giorni. Virgil Abloh nel curriculum vanta una laurea in ingegneria civile all’università del Wisconsin, un master in architettura all’Illinois Institute of Technology, una nomination ai Grammy e dal 2002 è anche consulente creativo di Kanye West. Fondatore e designer di Off-White e dal 2018  direttore artistico di Louis Vuitton. 

-Che cosa ci dovremmo aspettare dalla moda 2019, riguardo il vostro brand?

Unicità sopra ogni cosa. Oltre alle varie collaborazioni che andranno a compiersi verso la fine dell’anno, nei prossimi mesi rilascerò nuovi prodotti che andranno a discostarsi dai precedenti per il loro stile minimale e di dettaglio. Sarà una collezione incentrata esclusivamente sui particolari e sulle rifiniture del prodotto. Aspettatevi grandi sorprese! 

Per acquistare i capi, passate a questo link: https://dumask.it/

Potete seguite la pagina Instagram di Dumask: https://instagram.com/dumaskr?utm_source=ig_profile_share&igshid=ogv9csco43q4

Brand di Giulio Fusi: https://instagram.com/giulio.gaijin?utm_source=ig_profile_share&igshid=c3hg322z58ro

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