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E’ fondamentalmente un “ritorno al passato” quello che abbiamo visto durante questa ultima Milan Fashion Week Fall/Winter 2016, traslato e condizionato dalla nostra epoca moderna della tecnologia, ma pur sempre rivolto indietro con gli anni.

Apre questo trend Alberta Ferretti, che nella sua collezione plasmata sul velluto e mohair, mette in scena il Rinascimento, nella sua accezione più barocca e opulenta, dove gli abiti si arricchiscono di ricami barocchi in oro e bordeaux, le pellicce nobilitano le lunghe gonne in organza, e i colletti delle camicie nelle loro rifiniture e ricami diventano gli elementi dominanti di ogni singolo look.

 

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Nella stessa direzione si muove anche il sardo Antonio Marras, che mette in passerella tailleur, gonne a campana e caban nelle forme classiche ma plasmati su tessuti preziosi arricchiti di pizzi, merletti e ricami barocchi ispirati agli arazzi sardi lasciati dalla dominazione degli Asburgo. Marras dedica la sua collezione all’amica Benedetta Barzini, aprendo il tema degli effetti inteso sia come rapporti di amicizia, sia come rapporti famigliari.

 

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Famiglia rappresentata nella sua più reale e profonda accezione da Dolce&Gabbana, che dedica la sua collezione alla famiglia, alla maternità. Sfila una meravigliosa Bianca Balti all’ottavo mese di gravidanza con il pancione, seguita da modelle con bambini per mano o tra le braccia, che diventano elemento dominante nelle sfilate. Gli abiti presentano le forme tipiche dei due stilisti, a tubo, a clessidra e lunghezze midi. I tessuti sono il prezioso sangallo siciliano, le sete, il broccato, ma in questa stagione si arricchiscono di ricami ispirati ai disegni dei bambini, quasi come fogli da disegno bianchi lasciati ai disegni a pennarello dei propri figli. L’elemento della famiglia, della maternità e della scuola si mantiene anche nei colori: domina il rosa confetto, l’azzurro pastello, il bianco candido tipico delle camicette scolastiche dei bambini degli anni ‘80/’90.

 

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Ultimi decenni del ‘900 ripresi nel loro stile anche da Anna Molinari, che nella linea giovane di Blugirl decide di cotonare e fare la permanenti ai capelli delle modelle, mette le ovatte alle giacche, alza il cavallo ai pantaloni, allunga le gonne e mette in passerella la moda degli anni ’80, modernizzata però dai ricami floreali stilizzati che donano un’allure fresca e giovane a queste giovani ragazze.

 

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Chiude in chiave ludica e giocosa Jeremy Scott per Moschino, che riporta in vita il mito di Space Jam, di Micheal Jordan, del film del 1996 dove i cartoni animati della Looney Tunes si “mescolavano” ai famosi giocatori di basket dell’epoca. E così vediamo divise della MBA arricchirsi di figure animate, il viso di Bugs Bunny, Gatto Silvestro e Titti dominare su giacche e casacche, lo stile dell’Hip hop e underground prendere vita sulla passerella milanese, e i graffiti a murales delle metropolitane trasformarsi in abiti di alta moda. Ancora una la moda è un continuo cerco in evoluzione tra presente e passato.

 

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Photo by: MarieClaire.it

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